Qualche Siciliano di quelli "radicati nella terra", potrebbe considerare questo degno primo piatto come una pietanza contro il nervosismo e per il lieto vivere. D'altronde, alcuni potrebbero dire che chi meglio di un Siciliano sa come "s'ha da vivere"?! Di fatti Camilleri si impegnava proprio nel pensarla così.
Stiamo parlando di una prelibatezza unica della tradizione culinaria della Sicilia: Spaghetti o’ niuru de sicci (Spaghetti al Nero di Seppia).
Da qualche tempo il commissario s’era adunato che Adelina, se lui era teso, turbato, nirbùso, in qualche modo l’intuiva da come lui al mattino lasciava la casa e allora gli faceva trovare piatti speciali che gli risollevavano il morale. Quel giorno Adelina era entrata in azione, sicchè Montalbano trovò in frigo il sugo di seppie, stretto nero, come piaceva a lui. C’era o no un sospetto di origano? L’adorò a lungo, prima di metterlo a scaldare, ma magari questa volta l’indagine non ebbe esito. (Andrea Camilleri, Il cane di terracotta, pag. 143, Sellerio Editore 1996)
Ecco gli Ingredienti per 4 persone: gr. 400 pasta lunga; gr. 400 seppioline; gr. 400 pomodori; pecorino grattugiato; cipolla, prezzemolo; olio di oliva; sale e pepe.
Pulite le seppie e mettete da parte il liquido nero. Lavatele in acqua corrente e lasciatele a scolare. In una pentola, soffriggete una cipolla e un po’ di prezzemolo insieme ad un bicchiere d’olio. Quindi, aggiungete le seppie e i pomodori sbucciati e passati al setaccio. Mettete sale e pepe e cuocete per 30 minuti a fuoco lento. A fine cottura aggiungerete metà del nero di seppia e dopo cinque minuti ritirerete la pentola fuori dal fuoco. Scolate gli spaghetti dopo averli cotti in acqua salata e mescolateli nella pentola insieme alle seppie ed infine cospargeteli con pecorino grattugiato e servite.
Si consiglia un bel Vino Rosso frappato, un Ceresuolo di Vittoria.
Commenti
mio padre adora gli spaghetti
Ven, 10/07/2009 - 13:58 — jscm (non verificato)mio padre adora gli spaghetti al nero di seppia.
a me invece non piacciono x niente.
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